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Gestione dei segreti: mai incorporare credenziali in una AMI

Una password dentro un'immagine è una fuga che aspetta solo di accadere: si copia, si condivide e resta per sempre in uno snapshot. La regola è semplice e non ammette eccezioni: i segreti non vanno mai nell'immagine. Ecco come si fa bene.

Porta blindata del caveau di una banca
Porta blindata del caveau di una banca Foto: Aldo Moisio · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Quando incorpori una credenziale in una AMI, quella credenziale si propaga con ogni copia dell’immagine, resta impressa negli snapshot e può finire in account o regioni che non avresti mai immaginato. Basta che qualcuno con accesso in lettura all’immagine la estragga. E poiché le immagini si conservano per versioni, il segreto può sopravvivere molto dopo che credevi di averlo ruotato.

La regola d’oro: l’immagine definisce la macchina; i segreti si consegnano a runtime.

Dove devono vivere i segreti

ServizioCloud o ambienteIdeale per
AWS Secrets ManagerAWSCredenziali ruotabili, integrazione nativa
AWS SSM Parameter StoreAWSParametri e segreti semplici, basso costo
HashiCorp VaultMulticloudSegreti dinamici e controllo fine
Azure Key Vault / Google Secret ManagerAzure / GCPEquivalenti nativi in ogni cloud

Conserva i segreti in un gestore dedicato, mai nell’immagine né in user-data in chiaro.

Il modello corretto: identità, non password

Il modo più sicuro perché un’istanza acceda alle risorse non è darle una password, ma darle un’identità. In AWS, un ruolo IAM associato all’istanza le permette di ottenere credenziali temporanee e ruotate automaticamente, senza che nessuna chiave viaggi nell’immagine.

  • Ruoli IAM di istanza: l’istanza assume un ruolo e ottiene credenziali temporanee.
  • IRSA su Kubernetes: identità per pod, senza chiavi condivise sul nodo.
  • Segreti dinamici con Vault: credenziali di breve durata generate su richiesta.
  • Iniezione a runtime: l’applicazione legge il segreto dal gestore all’avvio, non da un file incorporato.

Proteggi i metadati: IMDSv2

Le credenziali temporanee del ruolo si ottengono tramite il servizio di metadati dell’istanza. Un attaccante che sfrutti una falla SSRF potrebbe provare a rubarle. IMDSv2 richiede un token di sessione e mitiga quella classe di attacchi: rendilo obbligatorio nei tuoi avvii.

Igiene: non lasciare tracce nell’immagine

  • Prima di sigillare la AMI, cancella cronologie di shell, log con credenziali, chiavi SSH temporanee e file di configurazione con segreti.
  • Scansiona l’immagine in cerca di segreti con strumenti come gitleaks o trufflehog adattati ai filesystem.
  • Non lasciare chiavi autorizzate di troppo in ~/.ssh/authorized_keys.
  • Evita AMI pubbliche con segreti: se pubblichi, verifica di non far trapelare nulla.

Checklist rapida

  • Zero segreti incorporati nell’immagine.
  • Gestore di segreti con ruoli o identità federata.
  • IMDSv2 obbligatorio.
  • Scansione di segreti nella pipeline.
  • Pulizia delle tracce prima di sigillare.

Domande frequenti

E se la mia applicazione ha bisogno del segreto all’avvio?

Che lo legga dal gestore di segreti a runtime usando l’identità dell’istanza. Così il segreto non viaggia mai nell’immagine e si può ruotare senza ricostruire.

È sicuro usare user-data per passare segreti?

Non in chiaro: user-data è leggibile dai metadati. Usalo al massimo per indicare quale segreto prelevare dal gestore, proteggendo i metadati con IMDSv2.

Come rilevo se un’immagine ha già segreti incorporati?

Scansionandola con strumenti di rilevamento di segreti sul suo filesystem e rivedendo file di configurazione, cronologie e chiavi autorizzate prima di usarla.

In imaxe.cloud costruiamo immagini prive di credenziali e pensate per integrarsi con gestori di segreti e identità federata.

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Team imaxe

Costruiamo e manteniamo le AMI del catalogo. Quando pubblichiamo una versione, la usiamo in produzione prima di tutti.

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